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ITINERARI: FACILI E DI MEDIA DIFFICOLTA’
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Oltre alle passeggiate sulla strada asfaltata nelle tre direzioni principali, si possono fare escursioni di maggiore durata e difficoltà:
- “Giro del campino”: si sale la scaletta in ferro che porta al parco della Pro-Loco e si segue il sentiero nel bosco. Tenendosi sulla sinistra, si prosegue per un tracciato in leggera salita che conduce al campo di calcetto: agli inizi del ‘900 era un raro esempio di campo da tennis in erba gestito dai proprietari dell’allora famoso Albergo Signorini (non più esistente). Superato il “campino”, si torna a Collina o scendendo sulla vicina strada carrozzabile, o proseguendo attraverso il bosco, tenendosi sulla sinistra.
- Passeggiata a “Casa Lorzi”: a Nord-Ovest del “campino” si segue un largo sentiero in salita: prima si attraversa un bosco di conifere che raggiungono dimensioni anche notevoli, poi si entra nel bosco di latifoglie. Tenendosi sulla sinistra, si giunge alla radura dove un tempo sorgeva Casa Lorzi, ora crollata. Resta ben visibile la burraia in pietra. La radura, circondata da grandi alberi di noce, di ciliegio e di susino ormai selvatici, è ora invasa da vegetazione di basso fusto, ma la località è ancora suggestiva, soprattutto al tramonto, perché da lì si gode di uno splendido panorama verso Ovest.
- Passeggiata verso “La Veduta”: dirigendosi verso Pistoia, dopo circa un chilometro sulla strada asfaltata, da un’ampia “terrazza”, si può godere di un vastissimo panorama che abbraccia tutta la pianura da Pistoia a Firenze e permette di poter vedere anche largamente al di là del Monte Albano.
Sulla destra si distingue bene la forma di un bunker risalente alla seconda guerra mondiale: è una delle tante vestigia di quel periodo che si possono trovare nei boschi circostanti, poiché Collina si trovava sulla Linea Gotica.
- “Giro di Collina Bassa” : a sinistra della fontanina sul passo, si scende per l’antica mulattiera verso Collina Bassa; da qui si può procedere verso destra lungo un sentiero che porta in direzione di Sammommè, passando sopra la galleria sulla Statale “Porrettana”; altrimenti, dalla piazzetta, si può proseguire per la strada asfaltata che conduce nuovamente a Collina passando per il grande piazzale da cui si gode una splendida vista panoramica.
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ITINERARI PIU’ LUNGHI E COMPLESSI |
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- Passeggiata al “Termine”: appena superato il Ristorante, si prende il sentiero verso destra: è ripido per i primi 200 metri, poi diventa leggermente pendente. E’ parte del tracciato della GEA; spesso è percorso da appassionati di motocross e per questo il tracciato è dissestato in alcune parti. Dopo un tratto nell’abetaia, il panorama si apre verso Ovest per poi chiudersi nuovamente nel bosco di latifoglie e conifere in cui è facile imbattersi in tracce di animali caratteristici (cervi, daini, cinghiali…) Quando si giunge sulla linea spartiacque tra versante pistoiese e bolognese ed il terreno è caratterizzato da arenarie, si è giunti al Passo del Termine. Da qui si può tornare a Collina o sullo stesso sentiero, o sulla strada asfaltata che conduce al Parco regionale dell’Acquerino (in direzione di Pistoia), o costeggiandola, sul sentiero nel bosco.
- Passeggiata verso Spedaletto: superato il Ristorante e l’imbocco del sentiero della GEA, a destra, si scende per una ripida mulattiera, di cui si intravedono alcuni tratti. Si scende rapidamente raggiungendo il corso del torrente Limentra che in ogni stagione garantisce acqua gelida e spumeggiante. Tenendosi sulla sinistra, si costeggia la montagna in prossimità dell’uscita della galleria che taglia l’Appennino e si giunge a Spedaletto, l’antica Pratum Episcopi, in cui è ben visibile la chiesa del 1100 ed i resti dell’ospedale, che nel Medioevo era meta di pellegrini. Superato il laghetto, sulla sinistra si può riprendere la strada asfaltata che riporta a Collina.
- Passeggiata al “Castrum Sanctae Margheritae”: dalla strada per Collina Bassa, camminando parallelamente alla Via Bolognese e percorrendo tratti in discesa talvolta invasi dai rovi o che nel periodo primaverile sono attraversati da piccoli ruscelli, si giunge in una zona di vasti prati incolti. Nel più ampio tra questi si vedono bene le rovine della rocca medievale che fungeva da dogana. Per fare un percorso meno difficile si può lasciare la macchina sulla Via Bolognese in località Monte Acuto e andando verso sinistra, per la strada che passa davanti al vecchio caseificio, si prosegue verso nord e si giunge, dopo circa venti minuti di buon passo, alle rovine del Castrum.
- Giro dei “Lagoni”: andando verso Pracchia, dopo l’ultima abitazione di Collina si prende la strada che scende verso sinistra. Dopo alcune curve, si gira a destra e si percorre un lungo tratto di strada sterrata che conduce alla “Casa del cacciatore”:lì inizia la zona di addestramento per i cani da caccia. Proseguendo sulla strada, tenendosi alla destra della casa, si incontra un laghetto naturale: è una delle sorgenti dell’Ombrone pistoiese. Fino ad alcuni anni fa, in tutta la zona era possibile vedere l’acqua che sgorgava dal terreno; oggi le sorgenti sono imbrigliate per alimentare l’acquedotto di Pistoia. Dal laghetto si scende
nei vasti prati fino ad incontrare la strada carrozzabile che riporta a Collina. Si può ampliare il giro scendendo ancora in direzione di Sammommé, verso il lago artificiale dove è possibile effettuare pesca sportiva.
- Giro del Poggio Fuso: dal parco della Pro-Loco, si percorre il sentiero nel bosco verso Nord. Giunti al primo bivio, si prende il sentiero a valle; superata una piccola radura in cui sono visibili i resti di una costruzione in pietra risalente alla 2^ guerra mondiale, si prosegue sempre sulla destra. Superato un ponticello in pietra, si entra in un bellissimo bosco di abeti e di faggi. La pendenza è minima, ma, in alcuni tratti, alberelli di ginepro o arbusti spinosi possono rendere meno agevole il percorso. In alcuni punti il sentiero si apre con vasti panorami sulla vallata di Spedaletto e sulle montagne ad Est. Dopo circa trenta minuti di buon passo si giunge ad un piccolo pianoro ed il sentiero si dirama verso tre direzioni*: si prende verso sinistra e si risale in direzione Ovest, girando intorno a Poggio Fuso. Dopo aver svalicato, si incontra la strada forestale per Pracchia e, tenendosi verso sinistra, si torna a Collina.
*Seguendo il sentiero che scende verso Nord, si raggiunge (con discreta difficoltà) la sorgente della Sillora e, più oltre, le radure di Camporotondo Soprano e Camporotondo Sottano; il sentiero che va verso Ovest porta(con notevole difficoltà) sulla strada asfaltata per Spedaletto.
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