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La nostra storia
 
Il nucleo abitato di Collina è piuttosto recente: i primi edifici furono costruiti contemporaneamente all’apertura della Via Leopolda, la strada granducale che Leopoldo II fece costruire tra il 1842 e il 1847 : permise i collegamenti tra Toscana ed Emilia attraverso l’Appennino e costituì una valida alternativa alla strada che raggiungeva Modena.Inizialmente, sul passo sorsero edifici destinati principalmente a stazione di posta per il cambio dei cavalli e a stalla. Dopo la costruzione definitiva della strada, con l’aumentare del traffico dei viaggiatori, la stazione di posta fu trasformata gradualmente in albergo, l’Albergo Signorini, che raggiunse notevole fama per l’accoglienza ed il conforto che garantiva: fu frequentato da personaggi autorevoli nel campo della cultura e dell’arte. A Collina Bassa esistevano alcune case coloniche abitate da mezzadri che nel periodo estivo lavoravano per le cucine dell’albergo.Successivamente, nuove costruzioni servirono da abitazione per i “guardapali”, uomini incaricati della manutenzione della linea elettrica.Con il passare del tempo, le costruzioni destinate all’accoglienza dei turisti aumentarono, fino ad avere due alberghi, alcuni bar e affittacamere, la chiesetta e perfino il campo da tennis in erba. Proprio sul passo, esposta ai venti del nord, c’era una ghiacciaia di cui, purtroppo, è rimasto solo il toponimo.Collina divenne un luogo di villeggiatura rinomato ed era famosa per la “cura del latte” prodotto dalle mucche locali.Un altro motivo di celebrità si ebbe quando la sezione del Touring Club di Pistoia organizzò la corsa di velocità da Pistoia a Collina: la gara inaugurale si svolse il 19 Agosto del 1923 su una strada ancora sterrata che però aveva il vantaggio di avere un tracciato adatto per lo svolgimento di una gara di velocità, non privo di difficoltà.Durante la seconda guerra mondiale, un comando della Linea Gotica stazionò lungamente alla Collina che, per la sua posizione geografica, garantiva la possibilità di vigilare sulla pianura e su gran parte della strada che portava al valico.Dopo la guerra l’attività turistica riprese e continuò per diversi anni; iniziò a declinare alla fine degli anni sessanta, con l’apertura del tratto stradale e del traforo che da Signorino porta velocemente sul versante emiliano dell’Appennino, evitando così le curve del Passo. Da allora, alberghi e bar hanno iniziato a chiudere e ad essere trasformati in miniappartamenti; contemporaneamente sono state costruite nuove abitazioni destinate principalmente ai periodi di villeggiatura: la diminuzione del traffico commerciale ha fatto sì che Collina diventasse un luogo tranquillo, in montagna ma vicino alla città e, ultimamente, si registra un graduale aumento della popolazione stabilmente residente.